Dermatite atopica cosa non fare
Dermatite atopica cosa non fare

Cosa non fare con la dermatite atopica

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle con sintomi come prurito e secchezza. Scopri cosa evitare e come gestirla al meglio.

INDICE:

 


 

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da prurito intenso, secchezza cutanea e lesioni eczematose. Sebbene non esista una cura definitiva, una corretta gestione può aiutare a ridurre i sintomi e prevenire le riacutizzazioni. Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio ciò che è meglio evitare di fare: magari con l’intenzione di controllare i sintomi, alcuni comportamenti potrebbero infatti essere dannosi. Eccone alcuni.

 

Grattarci

Il prurito è uno dei sintomi principali della dermatite atopica, ma grattarsi può peggiorare notevolmente la situazione: danneggia ulteriormente la barriera cutanea e favorisce le infezioni batteriche. Ciò causa un circolo vizioso noto come itch-scratch cycle (“ciclo prurito-grattamento”).

 

Cosa fare invece

È possibile ridurre il prurito applicando impacchi freddi, utilizzare emollienti e, se necessario, ricorrendo ai farmaci antiprurito prescritti dal dermatologo, come gli antistaminici o i corticosteroidi topici. Inoltre ricordiamoci di mantenere le unghie corte e pulite e, per evitare il grattamento notturno, di indossare guanti di cotone quando andiamo a dormire.

 

Usare detergenti aggressivi

Molti prodotti per l’igiene personale e detersivi contengono sostanze irritanti per chi soffre di dermatite atopica come tensioattivi aggressivi e conservanti come i parabeni. Evitiamo inoltre i prodotti contenenti profumi, alcool o altri agenti causa di allergie. Anche per il bucato usiamo detersivi ipoallergenici così da evitare che residui restino sui vestiti, a contatto con la pelle.

 

Cosa fare invece

Scegliamo detergenti delicati, privi di profumo, specifici per pelli sensibili o atopiche. Prediligiamo i prodotti con pH fisiologico o lievemente acido, che rispettano il film idrolipidico della pelle.

 

Fare docce e bagni troppo caldi o prolungati

L’acqua calda può rimuovere i grassi naturali della pelle, peggiorando la secchezza e l’irritazione. Allo stesso modo, restare troppo a lungo sotto il getto dell’acqua, anche tiepida, oppure immersi può compromettere la barriera cutanea.

 

Cosa fare invece

Facciamo docce e bagni della durata inferiore ai 10-15 minuti e con acqua tra i 32 e i 37 gradi. Dopo la detersione, tamponiamo la pelle con un asciugamano morbido, evitando di strofinare, e applichiamo subito un emolliente.

 

Assumere farmaci senza controllo medico

I corticosteroidi topici, in particolare, sono fondamentali nel trattamento delle fasi acute, ma un loro uso scorretto può causare effetti collaterali tra cui assottigliamento della pelle (atrofia), comparsa di smagliature e assuefazione.

 

Cosa fare invece

Seguiamo sempre le indicazioni del medico per quanto riguarda dosaggio, durata e modalità di applicazione.

 

Indossare abiti in tessuti irritanti

Alcuni tessuti come la lana, il lino grezzo o materiali sintetici possono causare sfregamento, irritazione e prurito nei soggetti con dermatite atopica oppure possono trattenere il sudore, peggiorando la sintomatologia.

 

Cosa fare invece

Scegliamo abiti in cotone morbido e traspirante, piuttosto larghi, e laviamo i vestiti con detergenti delicati e senza ammorbidente.

 

Stressarci

Diversi studi hanno evidenziato un legame tra stress e peggioramento dei sintomi della dermatite atopica. Lo stress può infatti alterare la risposta immunitaria stimolando il sistema immunitario a rilasciare mediatori infiammatori che peggiorano i sintomi e aumentano la percezione del prurito.

 

Cosa fare invece

Dedichiamoci a tecniche di rilassamento come yoga, meditazione, mindfulness o attività fisica moderata. Anche il supporto psicologico può essere utile nei casi più complessi.

 

Seguire diete autoimposte

Anche se non tutti i pazienti con dermatite atopica presentano allergie alimentari, alcuni cibi possono comunque agire da cofattori, soprattutto nei bambini: latte, uova, frutta secca e soia sono spesso tra i principali indiziati. Tuttavia questo non significa che occorre eliminare questi alimenti senza un consulto medico: rischieremmo di privarci inutilmente di nutrienti necessari per la nostra salute.

 

Cosa fare invece

Prima di cambiare la nostra dieta, parliamone con il dermatologo e con l’allergologo per individuare eventuali allergeni e sciogliere ogni dubbio.

 

Soggiornare in ambienti secchi o troppo umidi

L’umidità ambientale può influire significativamente sui sintomi della dermatite atopica. Un’aria troppo secca, tipica degli ambienti riscaldati in inverno, peggiora la secchezza cutanea. Al contrario, un’umidità eccessiva può favorire la proliferazione di muffe e acari, potenziali allergeni.

 

Cosa fare invece

Manteniamo un livello di umidità relativa tra il 40 e il 60%, usando un umidificatore in inverno e aerando frequentemente gli ambienti.

 

Soggiornare in luoghi con inquinanti e allergeni

L’esposizione ad alcuni agenti ambientali può scatenare o peggiorare la dermatite atopica. Ad esempio il fumo di sigaretta, anche quello passivo, può irritare la pelle e le vie respiratorie. Allo stesso modo l’inquinamento atmosferico da traffico veicolare e quello indoor possono danneggiare la pelle tanto quanto alcuni allergeni domestici come quelli emessi da cani e gatti, le muffe e gli acari della polvere. Attenzione anche ai pollini durante le stagioni di alta concentrazione.

 

Cosa fare invece

Parliamo con un allergologo e con lui cerchiamo di capire quali strategie adottare per limitare il contatto con allergeni e sostanze irritanti.

 

Prendere il sole senza protezione

Sebbene il sole possa avere effetti benefici nei casi lievi, grazie all’azione antinfiammatoria dei raggi UV, una sovraesposizione solare può provocare ustioni, secchezza e peggioramento delle lesioni. Oltre naturalmente ad aumentare il rischio dei tumori della pelle.

 

Cosa fare invece

Esponiamoci al sole con moderazione e sempre protetti da creme solari adatte alle pelli atopiche: devono essere ipoallergeniche, senza profumo e con un fattore di protezione alto anche in funzione del nostro fototipo.

 

Scegliere cosmetici e prodotti per la pelle senza averne parlato con il dermatologo

Non tutti i prodotti cosmetici, creme e make-up sono adatti alla pelle topica. Inoltre l’automedicazione o l’uso di rimedi naturali senza evidenza scientifica può rivelarsi inefficace o addirittura dannoso, peggiorando lo stato della pelle o causando reazioni allergiche.

 

Cosa fare invece

Consultiamo sempre un dermatologo o un allergologo prima di introdurre nuovi prodotti nella nostra skincare routine o di acquistare prodotti per la cura della pelle: anche i cosmetici definiti “naturali” devono essere valutati con attenzione dal medico.

 

FAQ dermatite atopica cosa non fare

 

Cos’è la dermatite atopica?

La dermatite atopica è una malattia cronica infiammatoria della pelle, che provoca prurito intenso, secchezza e lesioni eczematose.

 

Cosa può peggiorare i sintomi della dermatite atopica?

Grattarsi, usare detergenti aggressivi, fare docce calde e prolungate, indossare abiti irritanti o vivere in ambienti estremi (troppo secchi o umidi) possono aggravare i sintomi.

 

Quali errori comuni si commettono nella gestione della dermatite atopica?

Tra gli errori più comuni: assumere farmaci senza controllo medico, usare prodotti cosmetici inadatti, seguire diete non prescritte e sottovalutare lo stress come fattore scatenante.

 

È possibile esporsi al sole con dermatite atopica?

Sì, ma solo con la giusta protezione solare e sotto consiglio del dermatologo, poiché il sole può sia migliorare che peggiorare la condizione.

 

Quali precauzioni è utile seguire per convivere con la dermatite atopica?

Evitare gli irritanti, mantenere la pelle idratata, seguire una routine dermatologica personalizzata e gestire lo stress sono strategie fondamentali.

ATTENZIONE: le informazioni e i consigli che ti proponiamo sono generali, e come tali vanno considerati, non possono essere utilizzati a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.
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