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Le cheratosi attiniche non possono essere tolte da sé: è solo il dermatologo che le può rimuovere. In alcuni casi queste lesioni possono trasformarsi in carcinoma squamocellulare, una forma di tumore della pelle: per questo vanno asportate a scopo preventivo, impiegando varie tecniche quali la crioterapia, che fa uso delle basse temperature, il curettage, per mezzo di uno strumento chirurgico, o altre tecniche quali la diatermocoagulazione e il laser CO2. In presenza di lesioni multiple si può usare la terapia fotodinamica, che impiega speciali fonti luminose, oppure alcuni farmaci topici in pomata. Mai affidarsi dunque al fai da te: il rischio è quello di non risolvere il problema e peggiorare il danno cutaneo.

Al momento i risultati degli studi condotti sono contrastanti e impediscono a dermatologi e nutrizionisti di prescrivere uno specifico regime alimentare per controllare la psoriasi. Di certo sappiamo che la dieta mediterranea – basata sull’assunzione di buone quantità di fibre da cereali, frutta e verdura, scarsa in grassi animali e priva di alimenti industriali – ha un impatto sull’infiammazione sistemica alla base della patologia. Inoltre previene sovrappeso e obesità: l’accumulo di peso in eccesso, frequente negli psoriasici, è causa di un peggioramento della condizione cutanea ed è fattore di rischio per l’ipertensione, anch’essa molto presente in chi è affetto da psoriasi. Molti studi sottolineano inoltre l’utilità dell’integrazione di vitamina D, se carente.

Il trattamento che il dermatologo può prescrivere per la cheratosi attinica del cuoio capelluto può variare a seconda del numero e della gravità delle lesioni e della condizione generale del paziente. La personalizzazione del trattamento è dunque molto importante. Tra le opzioni terapeutiche più comuni troviamo i farmaci topici, cioè prodotti a base di diversi principi attivi da applicare sulle lesioni ed eventualmente sulle zone di pelle circostante che presentano caratteristiche di possibile evoluzione precancerosa, il cosiddetto campo di cancerizzazione. Si tratta di farmaci solitamente ben tollerati che, quale effetto collaterale, possono provocare un po’ di eritema o bruciore. I trattamenti per le lesioni singole, su aree del corpo più ridotte, possono invece includere procedure fisiche come la crioterapia, che congela le lesioni con azoto liquido, la diatermocoagulazione, il laser e la terapia fotodinamica.

Il fattore principale che può peggiorare la psoriasi è curarla in modo sbagliato o non curarla affatto. Che si tratti di farmaci topici, sistemici o biologici, ogni terapia va discussa con il proprio dermatologo, in modo che risulti adatta alle proprie esigenze, e va seguita con costanza e puntualità. La psoriasi può riacutizzarsi anche a causa di vari fattori scatenanti, tra cui lo stress emotivo e psicologico, le infezioni ricorrenti, traumi cutanei (fenomeno di Koebner) e il clima freddo e secco. Anche il fumo, il consumo eccessivo di alcol e l’assunzione di farmaci come beta-bloccanti e litio possono aggravare i sintomi. Infine, la dieta e lo stile di vita, in particolare l’obesità, possono influire negativamente. È essenziale per le persone con psoriasi identificare e gestire i propri fattori scatenanti con l’aiuto di un dermatologo per alleviare i sintomi.

Dormire bene può diventare difficile per chi soffre di dermatite atopica. Innanzitutto, è fondamentale controllare la malattia seguendo scrupolosamente la terapia prescritta dal dermatologo, perché questo aiuta a ridurre il prurito e l’infiammazione, permettendo un riposo più sereno. Prima di coricarsi, è utile applicare una crema idratante specifica per mantenere la pelle idratata durante la notte. Quanto al pigiama, alla biancheria intima e alle lenzuola, meglio sceglierli in cotone morbido e traspirante. Per aiutare a prevenire la secchezza cutanea è consigliabile mantenere la camera da letto fresca e umida usando un umidificatore. Lavare la biancheria da letto con detergenti ipoallergenici riduce l’esposizione a potenziali irritanti. Cercare di ridurre lo stress attraverso tecniche di rilassamento può contribuire a migliorare la qualità del sonno, così come impostare routine regolari, mantenendo possibilmente gli stessi orari in cui ci si corica e ci si sveglia.

Le manifestazioni cliniche della dermatite atopica si possono osservare in qualsiasi area del corpo dando luogo a chiazze eritematose, e dunque arrossate, associate a cute xerotica e prurito intenso. Il quadro clinico varia a seconda dell’età del paziente: le lesioni acute predominano nell’età infantile mentre le lesioni croniche, caratterizzate da forte lichenificazione, ossia ispessimento della cute, appaiono in genere più tardi. Nei neonati si manifestano soprattutto sulle guance e sul cuoio capelluto dove si presentano anche piccole vescicole. Nei bambini più grandi possono spesso coinvolgere le pieghe interne di gomiti e ginocchia, i polsi, le gambe e soprattutto le caviglie. Negli adulti le lesioni compaiono anche alle mani e intorno agli occhi e a livello genitale. Naturalmente, in funzione della localizzazione, la dermatite atopica può influenzare negativamente l’autostima e il benessere psicosociale. Il prurito stesso è inoltre causa di ridotta qualità di vita.

La dermatite atopica in sé non può essere prevenuta, tuttavia è possibile adottare alcuni accorgimenti per evitarne le riacutizzazioni o l’aggravamento, riducendo il rischio che si manifesti di nuovo nei soggetti predisposti. Risulta fondamentale seguire la terapia prescritta dal dermatologo, utilizzando trattamenti topici o farmaci sistemici se necessario. È essenziale anche mantenere idratata la pelle. Docce e bagni dovrebbero essere brevi e con acqua tiepida. Inoltre, è preferibile indossare tessuti come cotone, seta o lino, piuttosto che lana o materiali sintetici. Un altro aspetto importante è l’umidità: l’aria secca in casa può aggravare la dermatite atopica, quindi è consigliabile utilizzare un umidificatore. Infine, chi soffre di allergie dovrebbe cercare di evitare il più possibile gli allergeni a cui è sensibile, come ad esempio gli acari della polvere.

Le cheratosi attiniche possono avere un aspetto clinico molto variabile. Le lesioni in fase iniziale si presentano come papule eritematose con fine desquamazione bianco giallastra. Le dimensioni possono variare da pochi millimetri a numerosi centimetri di diametro. Possono presentarsi singolarmente o confluire tra loro in un campo di cancerizzazione, essere lievemente palpabili o visibilmente ipercheratosiche. Tipicamente, si presentano su cute visibilmente fotodanneggiata caratterizzata da anomalie della pigmentazione, teleangectasie e rughe.

La terapia della psoriasi viene prescritta dal dermatologo in funzione delle caratteristiche della patologia, della forma in cui si manifesta e delle altre condizioni di salute del paziente. Possono essere prescritte terapie topiche (unguenti, pomate, lozioni o shampoo) che contengono principi attivi antinfiammatori oppure sostanze emollienti e lenitive, terapie sistemiche da assumere per bocca o per via iniettiva ad azione antinfiammatoria e immunomodulante. Tra questi ci sono i farmaci biologici. Utile anche la fototerapia, che consiste nell’esposizione controllata della pelle alla luce UV per mezzo di apposite lampade oppure direttamente al sole (elioterapia). Possono essere utili anche terapie complementari a queste: acque, fanghi e sali termali contribuiscono a controllare la patologia e ridurre il prurito.