La dermatite atopica si presenta con sintomi simili ma differenti in funzione dell’età: arrossamento e prurito in particolare su diverse aree del corpo. Solitamente insorge durante l’infanzia e può proseguire in adolescenza, mentre solo in rari casi si manifesta anche in età adulta.
INDICE:
- Che cos’è la dermatite atopica?
- Le cause: quanto conta la genetica nella dermatite atopica
- I sintomi della dermatite atopica: sintomi nel neonato
- Dermatite da pannolino o atopica? Come distinguerle
- I sintomi della dermatite atopica: sintomi nei bambini
- La dermatite atopica negli adulti: quando si presenta
- La dermatite atopica negli adulti: i sintomi
- Diagnosi e cura della dermatite atopica: un approccio su misura
- Domande frequenti sulla dermatite atopica
- Quali sono i primi segnali della dermatite atopica?
- Come faccio a distinguere la dermatite atopica da una comune allergia o irritazione?
- Grattarsi la dermatite atopica può peggiorare la situazione?
Che cos’è la dermatite atopica?
La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle, definita anche eczema atopico, benigna e non contagiosa, comune soprattutto in età pediatrica: si stima che ne soffrano quasi due bambini su dieci, spesso già in età neonatale, mentre nell’adulto la prevalenza è solo del 2-3% circa. Nel neonato insorge tipicamente tra i tre e i sei mesi fino al primo anno di vita. Solitamente i sintomi tendono poi a scomparire mentre in alcuni casi permangono fino ai cinque-sei anni con andamento ondivago che alterna periodi di remissione ad altri di riacutizzazione.
Capiamo di più sulla patologia e sul suo andamento cronico recidivante con l’aiuto della Dr.ssa Camilla Chello, ricercatrice universitaria presso l’Università La Sapienza di Roma.
Le cause: quanto conta la genetica nella dermatite atopica
La dermatite atopica ha una forte componente ereditaria: le cause non sono ancora del tutto note, ma la genetica sembra influire sulla capacità della pelle di funzionare da barriera protettiva in grado di mantenere l’idratazione e di proteggere da aggressioni esterne a opera di batteri, sostanze irritanti e allergeni.
Tra le cause scatenanti c’è spesso un’allergia o una predisposizione alle allergie, sia di tipo respiratorio (come l’asma o la rinocongiuntivite) che alimentare. Per questo, di fronte a una diagnosi di dermatite atopica, è cruciale indagare la correlazione con il latte o altri cibi o con altri potenziali allergeni, tra cui pollini e acari della polvere: sono infatti più a rischio i neonati che abbiano già manifestato sintomi allergici, ad esempio congiuntiviti allergiche o asma.
Questa componente genetica rende la patologia una malattia allergica familiare, che difficilmente si presenta come caso unico. Accanto a questi aspetti innati, concorrono però anche alcuni meccanismi ambientali che coinvolgono il sistema immunitario.
I sintomi della dermatite atopica: sintomi nel neonato
I sintomi con cui la dermatite atopica si presenta nel neonato includono inizialmente prurito e arrossamento della cute, che appare secca e squamosa. Gli eczemi compaiono sul viso (guance e contorno della bocca in particolare), su collo e nuca, sul cuoio capelluto, su ginocchia e gomiti.
In un secondo momento compaiono bolle piene di siero. A causa del prurito – che spesso insorge anche di notte disturbando il sonno e provocando crisi di pianto – e dei tentativi di grattamento, la pelle può infettarsi e l’eczema estendersi.
Dermatite da pannolino o atopica? Come distinguerle
Non ogni arrossamento cutaneo nel neonato deve allarmare, poiché spesso si tratta di semplice dermatite da pannolino. Questa condizione è un fenomeno irritativo transitorio causato dallo sfregamento o dal contatto prolungato della pelle con urina e feci. Tuttavia, è fondamentale saper distinguere tra un disturbo episodico e patologie croniche più complesse.
Mentre la classica dermatite da pannolino si limita alle zone coperte (con rossore, gonfiore o piccole lesioni), la dermatite atopica tende a manifestarsi con aree infiammate anche lontane dal pannolino. In casi più rari, l’infiammazione localizzata nelle pieghe della pelle può essere segno di psoriasi inversa o delle pieghe, una malattia autoinfiammatoria cronica. Data la somiglianza dei sintomi iniziali, il consulto del pediatra o del dermatologo resta il passaggio decisivo per una diagnosi corretta.
I sintomi della dermatite atopica: sintomi nei bambini
La dermatite atopica nel bambino dai cinque anni in su tende a interessare con maggior prevalenza la zona interna del gomito e quella posteriore delle ginocchia, i lati del collo, l’area intorno alla bocca, le mani, i polsi, le caviglie e i piedi. Le lesioni compaiono formando chiazze secche e squamose sulle quali, in un secondo momento, si formano delle protuberanze. La cute appare più chiara o più scura rispetto al colore normale, pruriginosa e ispessita, anche a causa della continua esfoliazione prodotta dai grattamenti. Con tempo gli eczemi possono formare croste indurite.



La dermatite atopica negli adulti: quando si presenta
È raro che la malattia insorta nell’infanzia o nell’adolescenza si protragga oltre i 18 anni: ciò avviene soprattutto in chi abbia altre forme conclamate di allergia, specialmente di tipo respiratorio, e in tutti coloro che per lavoro sono esposti continuativamente a sostanze e materiali potenzialmente irritativi. Può capitare che un adulto sperimenti una riacutizzazione di una dermatite atopica diagnosticata in età neonatale o infantile dopo decenni di remissione mentre è molto meno frequente che la diagnosi arrivi per la prima volta dopo i 18 anni.
La dermatite atopica negli adulti: i sintomi
L’eczema atopico dell’adulto tende a interessare soprattutto cuoio capelluto e viso, in particolare la zona perioculare, che appare scurita, e quella palpebrale, oltre alle pieghe del corpo. Nelle donne può infiammarsi l’area intorno al capezzolo.



Anche nel caso degli adulti il prurito è un sintomo associato e sempre presente, mentre la pelle appare xerotica (cioè estremamente secca) e depigmentata, con un maggiorato rischio di sovrainfezioni. Una cute più scura nelle zone degli eczemi, indurita e ricoperta di scaglie, è sintomo di una dermatite atopica presente da molti anni e conseguenza di grattamenti continui e prolungati. Stress, ansia e insonnia sono altrettanti sintomi di corollario da non sottovalutare.
Con la Dr.ssa Michela Ortoncelli, specialista in Dermatologia presso la Città della scienza e della salute, Torino, parliamo delle localizzazioni della dermatite atopica.
Diagnosi e cura della dermatite atopica: un approccio su misura
La diagnosi della dermatite atopica è clinica, basata sulla storia del paziente e sull’analisi dei sintomi. Il trattamento è scalabile: si parte dalla cura quotidiana con emollienti e terapie topiche (cortisonici o inibitori della calcineurina) per le fasi acute, fino ad arrivare alla fototerapia o ai farmaci sistemici per i casi più complessi.
Oggi, grazie a soluzioni d’avanguardia come i farmaci biologici (anticorpi monoclonali) e i JAK-inibitori, è possibile controllare efficacemente anche le forme più severe e resistenti. Come sottolineano gli esperti, la combinazione tra corretta igiene quotidiana e terapie moderne permette finalmente alla maggior parte dei pazienti di recuperare un’ottima qualità della vita.
Domande frequenti sulla dermatite atopica
Quali sono i primi segnali della dermatite atopica?
Il sintomo principale è il prurito intenso, spesso accompagnato da secchezza estrema (xerosi) e arrossamenti. Nei neonati le chiazze compaiono tipicamente su viso e guance, mentre nei bambini più grandi e negli adulti si concentrano nelle pieghe dei gomiti, delle ginocchia e sul collo.
Come faccio a distinguere la dermatite atopica da una comune allergia o irritazione?
A differenza di un’irritazione temporanea, la dermatite atopica è ricorrente e tende a manifestarsi anche in zone non a contatto con sostanze irritanti. Inoltre, è spesso associata a una storia familiare di asma o rinite allergica. Se le macchie sono simmetriche e il prurito peggiora di notte, è probabile si tratti di atopia.
Grattarsi la dermatite atopica può peggiorare la situazione?
Sì, purtroppo si innesca un “circolo vizioso”: il grattamento danneggia ulteriormente la barriera cutanea, aumentando l’infiammazione e il rischio di infezioni batteriche (come l’impetigine). È fondamentale agire subito con emollienti o farmaci prescritti dal medico per placare lo stimolo prima che la pelle si lesioni.

