Scopri qual è la terapia fondamentale per la dermatite atopica: emollienti, farmaci topici, biologici e JAK inibitori. Guida completa e aggiornata.
INDICE:
- Il primo step fondamentale: la terapia di supporto
- Cura quotidiana della pelle
- Evitamento dei fattori scatenanti
- Educazione del paziente
- Le terapie topiche: creme e unguenti
- Le terapie sistemiche per bocca
- Le terapie innovative: biologici e JAK inibitori
- Farmaci biologici
- Gli JAK inibitori
- Le terapie non farmacologiche
- Trattamento integrato
- FAQ
- Come si cura l’igiene personale con la dermatite atopica?
- I cortisonici sono sempre necessari?
- I farmaci biologici sono sicuri?
- Si può guarire definitivamente dalla dermatite atopica?
La dermatite atopica è una patologia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da prurito intenso, secchezza cutanea (detta “xerosi”) e lesioni eczematose che possono comparire in diverse aree del corpo. È una malattia molto frequente soprattutto nei bambini, anche se può persistere o manifestarsi anche in età adulta. Dal punto di vista clinico si presenta con arrossamento, desquamazione, ispessimento della pelle e talvolta fissurazioni o essudazione. Il sintomo principale e più impattante per il paziente è però il prurito, spesso responsabile di un circolo vizioso “prurito-grattamento” che peggiora le lesioni e aumenta il rischio di infezioni.
Cause e fattori predisponenti sono numerosi e comprendono, ad esempio:
- Predisposizione genetica, causa di alterazioni della barriera cutanea;
- Disfunzione del sistema immunitario che dà luogo a una risposta infiammatoria anomala;
- Fattori climatici e ambientali, come inquinamento e presenza di allergeni;
- Esposizione ad agenti irritanti, come l’uso di detergenti aggressivi.
Il primo step fondamentale: la terapia di supporto
Alla base della terapia della dermatite atopica, valida per tutti i pazienti, c’è la cosiddetta terapia di supporto che rappresenta il pilastro imprescindibile su cui si costruiscono tutte le altre strategie terapeutiche. Questa si fonda su alcuni aspetti principali che hanno lo scopo di ridurre sintomi e frequenza delle riacutizzazioni. Ce ne parla la Dr.ssa Martina Zussino della SC di Dermatologia della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Cura quotidiana della pelle
Il paziente con dermatite atopica deve avere un’attenzione speciale alla propria pelle per favorire il ripristino e il mantenimento della barriera cutanea, ovvero la funzione di difesa propria della cute, compromessa dalla malattia. Tutto ciò passa attraverso:
- Uso quotidiano di emollienti e idratanti, anche più volte al giorno. Dopo essersi lavati e asciugati accuratamente, meglio se con tessuti di cotone, è sempre importante mantenere la pelle idratata con creme emollienti delicate e ipoallergeniche suggerite dal dermatologo. Queste infatti aiutano a ridurre la perdita di acqua transepidermica, fattore che aumenta l’irritabilità della pelle, e migliorano la funzione barriera;
- Uso di detergenti delicati, senza profumi, ipoallergenici e a pH fisiologico;
- Cura dell’igiene personale, che deve essere accurata ma delicata: oltre a evitare detergenti irritanti è bene ricordarsi di fare bagni o docce brevi e con acqua tiepida per non creare shock alla pelle.
Evitamento dei fattori scatenanti
È essenziale identificare e ridurre l’esposizione a trigger, cioè a fattori che possono attivare la malattia quando in fase di remissione o peggiorarne il decorso. Si tratta di fattori individuali, che ogni paziente deve imparare a riconoscere. Ad esempio può essere utile evitare:
- I tessuti irritanti come lana o sintetici, spesso associati ad aumento del prurito e dell’infiammazione;
- La sudorazione eccessiva: quando il sudore ristagna sulla pelle la irrita;
- Il contatto con allergeni ambientali: spesso il paziente con dermatite atopica è anche allergico ad acari o pollini;
- Lo stress psicologico, che può contribuire a peggiorare l’infiammazione e la percezione del prurito.
Educazione del paziente
Un altro elemento chiave è l’educazione clinica: il paziente (o i genitori, nel caso dei bambini) deve comprendere la natura cronica della malattia e l’importanza della continuità delle cure, anche nei periodi di remissione quando la malattia non si manifesta.
Le terapie topiche: creme e unguenti
Quando la terapia di base non è sufficiente a controllare i sintomi, si ricorre alle terapie topiche, che rappresentano il primo livello di intervento. Si tratta principalmente di creme, unguenti, gel o shampoo che hanno un effetto diretto sulle lesioni:
- Corticosteroidi topici. Sono il trattamento di prima linea nelle fasi acute e hanno un’azione antinfiammatoria efficace e rapida. Devono però essere utilizzati sempre su indicazione medica, per periodi limitati e con dosaggi corretti;
- Inibitori della calcineurina. Si tratta di farmaci immunosoppressori che hanno il compito di spegnere l’infiammazione causa delle manifestazioni sulla pelle, agendo sul sistema immunitario che, nei pazienti affetti, è alterato. I principi attivi più impiegati sono tacrolimus e pimecrolimus, prescritti principalmente per aree sensibili come viso, collo e pieghe cutanee. A differenza dei corticosteroidi, possono essere impiegati anche a lungo in terapia di mantenimento;
- Antibiotici e antifungini topici. Vengono prescritti in caso di infezioni sovrapposte, legate ad esempio al grattamento;
- Crisaborolo. È un farmaco non steroideo in grado di inibire l’enzima fosfodiesterasi-4 (PDE-4), modulando così la produzione di mediatori infiammatori.
Le terapie sistemiche per bocca
Nei casi moderati-severi o resistenti alle terapie topiche, si può ricorrere a trattamenti sistemici per bocca. Tra questi ci sono:
- Corticosteroidi. Possono essere impiegati solo per brevi periodi nelle fasi acute gravi, ma non sono indicati come terapia a lungo termine per via dei rischi associati;
- Immunosoppressori. Farmaci come ciclosporina, metotrexato e azatioprina vengono utilizzati per ridurre l’attività del sistema immunitario e controllare l’infiammazione causata proprio da una sua alterazione. Sono farmaci con un notevole impatto sull’organismo e per questo richiedono un costante monitoraggio clinico e l’esecuzione di alcuni esami prima e durante il loro impiego per verificare l’assenza di controindicazioni e monitorare i possibili effetti collaterali.
Le terapie innovative: biologici e JAK inibitori
Negli ultimi anni, il trattamento della dermatite atopica ha conosciuto una vera rivoluzione grazie a molecole sempre più mirate. Tra queste troviamo altri farmaci sistemici, sia iniettivi che da assumere per bocca, sviluppati grazie alle conoscenze dei meccanismi molecolari alla base dell’infiammazione atopica.
Farmaci biologici
I farmaci biologici (o meglio, biotecnologici) sono principi attivi da assumere tramite iniezioni sottocutanee o infusioni (flebo) che agiscono su specifiche molecole, come le interleuchine, coinvolte nell’infiammazione. Hanno quindi un’azione immunomodulante, ma più selettiva rispetto agli immunosoppressori. Questi farmaci sono indicati nei pazienti con dermatite atopica moderata-severa non controllata con le terapie convenzionali. Richiedono, come gli immunosoppressori sistemici, un monitoraggio clinico costante ma hanno un profilo di sicurezza più favorevole oltre a un’elevata efficacia nel migliorare la qualità di vita del paziente.
Gli JAK inibitori
Gli JAK inibitori quali baricitinib, upadacitinib e abrocitinib sono farmaci orali progettati per bloccare alcune vie di segnalazione intracellulare coinvolte nella risposta infiammatoria. Possono essere utilizzati come alternativa ai farmaci biologici o nei pazienti che non rispondono o non possono assumerli. Vanno assunti sotto controllo medico, ma garantiscono una rapida azione e un’ottima efficacia anche se non andrebbero somministrati a pazienti con storia di eventi cardiovascolari o tromboembolici (come infarti, trombosi, ictus ecc).
Le terapie non farmacologiche
Accanto ai trattamenti farmacologici, esistono approcci complementari utili nella gestione della dermatite atopica. In particolare è stato dimostrato che sono consigliati:
- Fototerapia. Esposizione controllata per mezzo di lampade a raggi Uv (soprattutto UVB a banda stretta), questa terapia indicata nei casi di dermatite atopica moderata è in grado di ridurre infiammazione e prurito. È generalmente ben tollerata;
- Cure termali. Le acque termali possono avere effetti benefici su infiammazione cutanea e prurito grazie alle loro proprietà lenitive, antinfiammatorie e idratanti. Sono spesso utilizzate come supporto, soprattutto nei bambini;
- Supporto psicologico. Visto l’impatto della dermatite atopica sulla qualità della vita, soprattutto per il prurito e i disturbi del sonno a esso correlati, può essere utile un supporto psicologico per la gestione dello stress.
Trattamento integrato
La dermatite atopica richiede insomma un approccio terapeutico integrato e personalizzato. Tuttavia, la terapia fondamentale per tutti i pazienti resta la cura quotidiana della pelle e il mantenimento della barriera cutanea: senza di essa, anche le terapie più avanzate risultano meno efficaci. Le innovazioni farmacologiche hanno certamente ampliato le possibilità di trattamento, ma la gestione ottimale passa sempre da una corretta educazione e da una strategia a lungo termine.
FAQ
Come si cura l’igiene personale con la dermatite atopica?
Occorre che sia accurata ma delicata: è infatti importante lavarsi con detergenti ipoallergenici e senza profumazioni, meglio se suggeriti dal dermatologo. Inoltre è bene ricordarsi di fare bagni o docce brevi e con acqua tiepida per non creare irritazione e peggioramento della secchezza cutanea, asciugandosi poi delicatamente con teli di cotone. Successivamente è importante applicare creme o unguenti emollienti per ridurre secchezza e prurito.
I cortisonici sono sempre necessari?
No, i corticosteroidi topici vengono utilizzati principalmente nelle fasi acute per ridurre rapidamente infiammazione e prurito, ma non sono sempre necessari in modo continuativo. Il loro impiego deve essere mirato, per periodi limitati e sotto controllo medico, alternandoli eventualmente ad altri trattamenti come gli inibitori della calcineurina. Nelle fasi di mantenimento, la sola terapia emolliente può essere sufficiente per molti pazienti.
I farmaci biologici sono sicuri?
I farmaci biologici rappresentano una delle innovazioni più importanti nella cura della dermatite atopica moderata-severa e, in generale, hanno dimostrato un buon profilo di sicurezza. Agiscono in modo mirato su specifiche vie dell’infiammazione, riducendo gli effetti collaterali sistemici rispetto agli immunosoppressori tradizionali. Tuttavia, devono essere prescritti da uno specialista e richiedono un monitoraggio periodico per valutare efficacia, tollerabilità ed eventuali reazioni avverse.
Si può guarire definitivamente dalla dermatite atopica?
La dermatite atopica è una malattia cronica e recidivante, quindi non esiste una cura definitiva che la elimini completamente. Tuttavia, grazie a una gestione adeguata che combina terapia di base, trattamenti farmacologici e attenzione ai fattori scatenanti, è possibile controllare efficacemente i sintomi e ridurre significativamente la frequenza e l’intensità delle riacutizzazioni, migliorando la qualità di vita del paziente.

