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La terapia della psoriasi viene prescritta dal dermatologo in funzione delle caratteristiche della patologia, della forma in cui si manifesta e delle altre condizioni di salute del paziente. Possono essere prescritte terapie topiche (unguenti, pomate, lozioni o shampoo) che contengono principi attivi antinfiammatori oppure sostanze emollienti e lenitive, terapie sistemiche da assumere per bocca o per via iniettiva ad azione antinfiammatoria e immunomodulante. Tra questi ci sono i farmaci biologici. Utile anche la fototerapia, che consiste nell’esposizione controllata della pelle alla luce UV per mezzo di apposite lampade oppure direttamente al sole (elioterapia). Possono essere utili anche terapie complementari a queste: acque, fanghi e sali termali contribuiscono a controllare la patologia e ridurre il prurito.

La psoriasi è una malattia autoimmune, in cui cioè il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule della pelle, e non è assolutamente contagiosa, perciò non può essere trasmessa da persona a persona attraverso il contatto diretto. La causa esatta della psoriasi non è completamente compresa, ma si ritiene che sia dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali (infezioni, stress, assunzione di farmaci ecc.). La predisposizione alla psoriasi può essere ereditaria: se un membro della famiglia ha la psoriasi, c’è un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

La psoriasi ha una componente genetica, ciò significa che può essere ereditaria. Se si hanno genitori, fratelli o sorelle affetti da psoriasi, il rischio di ammalarsi a propria volta aumenta. Tuttavia, la presenza di una predisposizione genetica non significa che la patologia debba necessariamente manifestarsi. Nelle persone predisposte, infatti, devono intervenire dei fattori ambientali o trigger affinché le alterazioni genetiche possano sfociare in psoriasi: tra questi, le infezioni, lo stress, i traumi cutanei, l’obesità, il fumo, l’abuso di alcol e l’assunzione di alcuni farmaci possono effettivamente influenzare l’esordio e l’andamento della malattia. Se, quindi, esiste una familiarità per la psoriasi, i membri sani possono ridurre il rischio di svilupparla – ma purtroppo non prevenirla del tutto – tenendo sotto controllo questi fattori scatenanti.

La psoriasi può colpire mani e piedi (psoriasi palmoplantare). In particolare, se interessa questi ultimi, viene trattata localmente con creme a base di corticosteroidi, derivati della vitamina D e antinfiammatori non steroidei. Possono essere usati, come per le altre forme di psoriasi, anche farmaci antinfiammatori e immunomodulanti per bocca e i farmaci biologici, in iniezioni, che modulano la riposta immunitaria. Fondamentale idratare la pelle che, specialmente ai piedi, tende a diventare secca: si possono usare pomate emollienti e a base di urea, ad esempio. Utili anche quelle contenenti acido acetilsalicilico, che ha funzione esfoliante. Importante l’igiene: laviamo i piedi con saponi delicati e acqua tiepida, asciughiamoli accuratamente per poi applicare una crema emolliente.

Il fattore principale che può peggiorare la psoriasi è curarla in modo sbagliato o non curarla affatto. Che si tratti di farmaci topici, sistemici o biologici, ogni terapia va discussa con il proprio dermatologo, in modo che risulti adatta alle proprie esigenze, e va seguita con costanza e puntualità. La psoriasi può riacutizzarsi anche a causa di vari fattori scatenanti, tra cui lo stress emotivo e psicologico, le infezioni ricorrenti, traumi cutanei (fenomeno di Koebner) e il clima freddo e secco. Anche il fumo, il consumo eccessivo di alcol e l’assunzione di farmaci come beta-bloccanti e litio possono aggravare i sintomi. Infine, la dieta e lo stile di vita, in particolare l’obesità, possono influire negativamente. È essenziale per le persone con psoriasi identificare e gestire i propri fattori scatenanti con l’aiuto di un dermatologo per alleviare i sintomi.

La durata della terapia biologica per la psoriasi può variare notevolmente in base a diversi fattori, tra cui la gravità della malattia, la risposta del paziente al trattamento e il farmaco specifico utilizzato. Ancora oggi non esiste una cura definitiva, perciò è possibile che i trattamenti vadano portate avanti per tutta la vita. Tuttavia, la risoluzione delle manifestazioni cutanee con i farmaci più attuali può anche essere del 100% e tale efficacia viene mantenuta a lungo nel tempo.

Lo stress può essere un fattore scatenante o aggravante della psoriasi in soggetti già comunque predisposti alla malattia. Può essere utile un approccio combinato che affronti sia i sintomi fisici della malattia sia le implicazioni psicologiche correlate ad essa. Come trattamento della psoriasi si possono utilizzare terapie topiche (es. corticosteroidi e retinoidi), sistemiche tradizionali (es. metotrexato e ciclosporina), biologiche (che mirano a specifici componenti del sistema immunitario) e fototerapia. Per la gestione dello stress si può ricorrere a terapie psicologiche (es. terapia cognitivo-comportamentale), tecniche di rilassamento (es. mindfulness) e si può intervenire sullo stile di vita. È dunque importante affrontare la psoriasi in modo personalizzato.

La psoriasi si manifesta con diversi tipi di lesioni cutanee. La forma più comune, la psoriasi a placche, si presenta con chiazze rossastre, più o meno spesse e desquamanti mentre la psoriasi guttata, più diffusa in età pediatrica e nel giovane adulte, con macchie rotonde di piccole dimensioni. Nella psoriasi inversa si osservano aree eritematose molto rosse e lisce, non desquamanti, a livello delle pieghe cutanee (ad esempio all’inguine). Più gravi sono la psoriasi pustolosa, caratterizzata da pustole ripiene di pus circondate da pelle arrossata, e la psoriasi eritrodermica, molto rara, in cui le lesioni eritematose ricoprono tutto il corpo causando gravi problemi all’organismo. In alcuni casi la malattia colpisce solo o soprattutto aree specifiche come la testa (psoriasi del cuoio capelluto) o le unghie (psoriasi ungueale).

Il prurito può avere un notevole impatto sulla qualità di vita. Per controllarlo occorre naturalmente curarci: un trattamento adeguato della psoriasi, come da prescrizione del dermatologo, aiuta a contenere le manifestazioni cutanee. Possono essere utili anche alcune buone abitudini. Ad esempio facciamo docce o bagni brevi e tiepidi: trascorrere troppo tempo in acqua può seccare la pelle, specie se è troppo calda. Quando siamo asciutti usiamo creme idratanti: alcune sono utili a controllare il prurito, come quelle a base di mentolo. Se il fastidio è intenso possiamo posizionare impacchi freschi sulla pelle: riducono la sensazione pruriginosa. In ogni caso non grattiamoci mai con le unghie: se proprio non resistiamo, strofiniamo la pelle delicatamente ma solo con i polpastrelli.