Domande frequenti

Filtra per medico
Seleziona medici
Filtra per medico
Filtra per patologia
Filtra per patologia

La psoriasi ha una componente genetica, ciò significa che può essere ereditaria. Se si hanno genitori, fratelli o sorelle affetti da psoriasi, il rischio di ammalarsi a propria volta aumenta. Tuttavia, la presenza di una predisposizione genetica non significa che la patologia debba necessariamente manifestarsi. Nelle persone predisposte, infatti, devono intervenire dei fattori ambientali o trigger affinché le alterazioni genetiche possano sfociare in psoriasi: tra questi, le infezioni, lo stress, i traumi cutanei, l’obesità, il fumo, l’abuso di alcol e l’assunzione di alcuni farmaci possono effettivamente influenzare l’esordio e l’andamento della malattia. Se, quindi, esiste una familiarità per la psoriasi, i membri sani possono ridurre il rischio di svilupparla – ma purtroppo non prevenirla del tutto – tenendo sotto controllo questi fattori scatenanti.

La psoriasi si manifesta con diversi tipi di lesioni cutanee. La forma più comune, la psoriasi a placche, si presenta con chiazze rossastre, più o meno spesse e desquamanti mentre la psoriasi guttata, più diffusa in età pediatrica e nel giovane adulte, con macchie rotonde di piccole dimensioni. Nella psoriasi inversa si osservano aree eritematose molto rosse e lisce, non desquamanti, a livello delle pieghe cutanee (ad esempio all’inguine). Più gravi sono la psoriasi pustolosa, caratterizzata da pustole ripiene di pus circondate da pelle arrossata, e la psoriasi eritrodermica, molto rara, in cui le lesioni eritematose ricoprono tutto il corpo causando gravi problemi all’organismo. In alcuni casi la malattia colpisce solo o soprattutto aree specifiche come la testa (psoriasi del cuoio capelluto) o le unghie (psoriasi ungueale).

Il fattore principale che può peggiorare la psoriasi è curarla in modo sbagliato o non curarla affatto. Che si tratti di farmaci topici, sistemici o biologici, ogni terapia va discussa con il proprio dermatologo, in modo che risulti adatta alle proprie esigenze, e va seguita con costanza e puntualità. La psoriasi può riacutizzarsi anche a causa di vari fattori scatenanti, tra cui lo stress emotivo e psicologico, le infezioni ricorrenti, traumi cutanei (fenomeno di Koebner) e il clima freddo e secco. Anche il fumo, il consumo eccessivo di alcol e l’assunzione di farmaci come beta-bloccanti e litio possono aggravare i sintomi. Infine, la dieta e lo stile di vita, in particolare l’obesità, possono influire negativamente. È essenziale per le persone con psoriasi identificare e gestire i propri fattori scatenanti con l’aiuto di un dermatologo per alleviare i sintomi.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, non contagiosa, che si manifesta con la comparsa di lesioni di diverso tipo in funzione delle varie forme di malattia (chiazze rosse coperte da squamocroste argentate, lesioni piccole e tonde, pustole o aree eritematose a limiti netti). Può causare secchezza cutanea e talvolta prurito. La gravità della patologia varia da persona a persona: in alcuni casi le lesioni sono solo su alcune aree del corpo, in altri arrivano a coprire tutta la superficie corporea con conseguenze gravi. La causa va ricercata in un’iperproliferazione di alcune cellule cutanee dovuta a un malfunzionamento del sistema immunitario, in presenza di una predisposizione genetica. La psoriasi può dar luogo a complicanze quali l’artrite psoriasica, che può danneggiare in modo permanente le articolazioni.

La psoriasi non è una malattia sessualmente trasmissibile né un’infezione; quindi, non può essere trasmessa in alcun modo al partner. Si tratta di una patologia infiammatoria cronica dovuta a una iper-reattività del sistema immunitario, che nella zona genitale, principalmente a causa del microclima caldo-umido e dei fenomeni di sfregamento tipici delle mucose, si manifesta spesso con placche rosse e lucide anziché con le classiche squame argentee ipercheratosiche. È fondamentale non confonderla con funghi o altre infezioni per evitare terapie errate che potrebbero irritare una mucosa così delicata. Nonostante la zona sensibile classifichi la psoriasi genitale come severa o grave, riprendere in mano la propria vita intima è possibile: il primo passo è superare l’imbarazzo e confrontarsi apertamente sia con il partner che con il dermatologo per trovare la terapia più adatta.

La psoriasi del cuoio capelluto può essere difficile da trattare rispetto ad altre zone del corpo per diverse ragioni. La cute è spessa e coperta da capelli, il che rende l’applicazione dei trattamenti e la loro penetrazione più complicata. Inoltre, può essere soggetta a irritazioni e infezioni a causa del frequente grattamento, nonché a causa di alcune delle sostanze utilizzate per favorire l’assorbimento degli stessi trattamenti. Oggi esistono farmaci che consentono al paziente di gestire i sintomi in modo efficace: dai rimedi topici a base di steroidi e/o derivati della vitamina d sotto forma di shampoo o lozioni fino alle terapie sistemiche, anche con farmaci biologici, che consentono alla maggior parte delle persone di tornare ad avere uno scalpo privo di lesioni. In abbinamento ai farmaci, esistono poi i cosiddetti agenti cheratolitici per la terapia adiuvante: si tratta di sostanze con effetto purificante, spesso contenenti urea, catrame o acido salicilico, che riducono l’infiammazione e aiutano a combattere l’esfoliazione favorendo la penetrazione di altre terapie topiche.

Con la psoriasi si può prendere il sole, chiedendo però consiglio al dermatologo sulla durata, frequenza e modalità di esposizione, specialmente nelle fasi acute della malattia. In generale, è bene farlo con cautela e moderazione e proteggersi con prodotti ad ampio spettro, con SPF 30 o superiore. Per molti pazienti con psoriasi l’esposizione al sole può migliorare l’aspetto della pelle perché può contribuire a ridurre l’infiammazione e rallentare la crescita accelerata delle cellule cutanee, dunque intervenire sulla formazione delle tipiche chiazze.

In presenza di psoriasi, la corretta igiene è un supporto fondamentale per il benessere della pelle, tanto che la detersione insieme all’idratazione dovrebbero essere considerate come un trattamento adiuvante nella terapia della psoriasi. Gli accorgimenti che il paziente con psoriasi dovrebbe adottare per la detersione sono i seguenti:

  • Preferire docce brevi a bagni prolungati, in quanto l’esposizione eccessiva all’acqua può disidratare ulteriormente la pelle, peggiorandone la secchezza;
  • Utilizzare acqua tiepida ed evitare spugne abrasive, guanti o scrub che possono causare irritazioni;
  • I detergenti da utilizzare devono essere non schiumosi, senza profumo e con un pH acido in quanto l’aumento del pH sulla superficie cutanea altera la normale la composizione della flora batterica cutanea e l’attività di quegli enzimi di superficie che ne preservano integrità e funzionalità. Inoltre, al fine di migliorare il ripristino dei normali livelli di idratazione e controllare l’infiammazione cutanea, i detergenti migliori sono quelli che contengono miscele lipidiche o agenti lenitivi.
  • Subito dopo la doccia, è bene asciugarsi delicatamente per evitare dolore e traumatismi e applicare una generosa quantità di crema emolliente il cui compito è quello di ripristinare la barriera epidermica danneggiata.

Ricorda che la detersione e l’idratazione, da sole, non bastano, ma per curare la psoriasi è sempre necessario intervenire con le terapie che il dermatologo riterrà opportune in funzione del tipo di psoriasi, della sua gravità e localizzazione, delle condizioni di salute generali e dell’impatto della malattia sulla qualità della vita.

Le persone affette da psoriasi presentano un rischio aumentato di sviluppare diverse malattie o condizioni correlate o, per dirla in termini medici, comorbidità. Il loro sistema immunitario è infatti iperattivo e può causare infiammazione in tutto il corpo. Tale infiammazione, sommata a fattori genetici e ambientali, può dare segni visibili sulla pelle, oppure avere un impatto su altri organi e tessuti del corpo. Proprio per questo, si preferisce parlare di malattia psoriasica. La comorbidità più frequente è l’artrite psoriasica, che riguarda 1 persona su 3 con psoriasi, specialmente quando questa colpisce le unghie. Abbiamo poi le patologie cardiovascolari come l’infarto e cerebrovascolari come l’ictus. Infine, la psoriasi può associarsi a un maggior rischio di obesità, ipertensione, diabete, disturbi mentali, malattie infiammatorie intestinali e altro ancora.