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Il peggioramento notturno del prurito è dovuto a una combinazione di fattori:

  • Durante la notte diminuiscono i livelli di cortisolo, un ormone con azione antinfiammatoria.
  • L’aumento della temperatura corporea sotto le coperte favorisce la vasodilatazione e l’intensificazione dell’infiammazione.
  • In assenza di distrazioni, il cervello percepisce in modo più intenso gli stimoli cutanei.

Si crea così un circolo vizioso: il prurito induce a grattarsi, il grattamento provoca microlesioni e rilascio di mediatori infiammatori, che a loro volta aumentano ulteriormente il prurito.

Per ridurre questo meccanismo è fondamentale controllare adeguatamente la malattia seguendo con regolarità le terapie prescritte dal dermatologo e mantenendo una corretta routine di idratazione e cura della pelle.

La dermatite atopica in sé non può essere prevenuta, tuttavia è possibile adottare alcuni accorgimenti per evitarne le riacutizzazioni o l’aggravamento, riducendo il rischio che si manifesti di nuovo nei soggetti predisposti. Risulta fondamentale seguire la terapia prescritta dal dermatologo, utilizzando trattamenti topici o farmaci sistemici se necessario. È essenziale anche mantenere idratata la pelle. Docce e bagni dovrebbero essere brevi e con acqua tiepida. Inoltre, è preferibile indossare tessuti come cotone, seta o lino, piuttosto che lana o materiali sintetici. Un altro aspetto importante è l’umidità: l’aria secca in casa può aggravare la dermatite atopica, quindi è consigliabile utilizzare un umidificatore. Infine, chi soffre di allergie dovrebbe cercare di evitare il più possibile gli allergeni a cui è sensibile, come ad esempio gli acari della polvere.

La dermatite atopica non è una condizione allergica, tuttavia chi ne è affetto ha un maggior rischio di soffrire di allergie, asma, rinite ecc. Si parla di marcia atopica proprio per allargare l’orizzonte della dermatite atopica solo non a una malattia cutanea, ma anche alla presenza di allergie. Le due patologie hanno cause diverse: la dermatite atopica è una condizione cronica con predisposizione genetica, mentre le allergie sono reazioni immunitarie a specifiche sostanze esterne. La dermatite atopica provoca pelle secca, arrossata e pruriginosa, spesso con riacutizzazioni, e va trattata con farmaci specifici, topici o sistemici. A livello cutaneo, le allergie provocano invece orticaria o eruzioni cutanee immediate in seguito all’esposizione a uno o più allergeni, ma anche dermatiti allergiche da contatto, cioè forme di allergie ritardata che insorgono solo nelle aree di contatto con l’allergene. Se contro l’orticaria si interviene con antistaminici, per le dermatiti da contatto si utilizzano steroidi topici e sistemici. In tutti i casi, laddove possibile, si dovrebbe procedere all’allontanamento della causa della reazione allergica.

La dermatite atopica e lo stress sono strettamente correlati, in un circolo vizioso che può peggiorare la condizione di chi ne soffre. Lo stress può scatenare o intensificare i sintomi, aumentando l’infiammazione e la sensazione di prurito, rendendo più difficile il controllo della malattia. Allo stesso tempo, l’irritazione e il disagio causati dalla dermatite atopica possono contribuire a una maggiore sensazione di stress e ansia. Pertanto, è cruciale seguire la terapia farmacologica impostata dal dermatologo, così da controllare meglio le manifestazioni cliniche e avere ripercussioni favorevoli sul sonno e sul sereno svolgimento delle attività quotidiane. Parallelamente, è importante gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o altre attività calmanti, mantenere una routine di sonno regolare e, se il caso, chiedere un supporto psicologico. Questo duplice approccio può contribuire a rompere il circolo vizioso dermatite atopica-stress, portando a un significativo miglioramento della malattia e della qualità della vita del paziente.

La dermatite atopica attualmente non ha una cura definitiva. Tuttavia, con un adeguato trattamento, è possibile controllare in maniera molto efficace i sintomi e migliorare la qualità della vita di chi ne soffre. Anche per le forme gravi di malattia, che non rispondono alle terapie convenzionali con corticosteroidi e immunosoppressori, oggi esistono opzioni terapeutiche efficaci: tra queste abbiamo i farmaci biologici, una classe di trattamenti progettati per modulare o alterare il sistema immunitario. Questi farmaci mirano a specifiche molecole coinvolte nella risposta infiammatoria che caratterizza la dermatite atopica e il loro uso può ridurre significativamente il prurito, l’infiammazione e le lesioni cutanee. Essendo terapie avanzate, richiedono una gestione attenta e devono essere prescritte da specialisti. È pertanto consigliata una stretta collaborazione con il dermatologo per sviluppare un piano di trattamento personalizzato.

Il trattamento della dermatite atopica si basa su due pilastri principali:

  1. Terapia di base (sempre necessaria):
    • Emollienti e idratanti: da applicare quotidianamente dopo il bagno o la doccia, per ripristinare la barriera cutanea e ridurre prurito e secchezza.
    • Devono essere scelti prodotti ipoallergenici, privi di profumi e conservanti aggressivi, formulati specificamente per pelli atopiche.
    • Possono essere in crema, unguento, olio o spray; è fondamentale applicarli in quantità adeguata, massaggiando delicatamente la cute.
  2. Terapia farmacologica (su prescrizione dermatologica):
    • Corticosteroidi topici nelle fasi di riacutizzazione, da utilizzare per periodi limitati.
    • Inibitori della calcineurina topici (pimecrolimus, tacrolimus) per aree delicate (es. volto) o come terapia di mantenimento.
    • Nei casi più gravi o resistenti: fototerapia o farmaci sistemici, sempre sotto controllo specialistico.

Non esistono linee guida che raccomandino restrizioni dietetiche nei pazienti con dermatite atopica. Alcuni principi generali:

  • In assenza di allergie alimentari documentate: non è necessario eliminare alcun alimento. È raccomandata una dieta varia ed equilibrata, che favorisca la salute del microbiota intestinale.
  • In presenza di allergie alimentari accertate: occorre eliminare i cibi responsabili, sempre su indicazione di allergologo/dermatologo.
  • Diete di esclusione non controllate sono sconsigliate, poiché possono causare carenze nutrizionali, soprattutto in età pediatrica.
  • È utile privilegiare un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali e acidi grassi essenziali (olio di pesce, semi oleosi), che possono avere un ruolo nel modulare la risposta infiammatoria.

Scopri gli alimenti che devono evitare i bambini con dermatite atopica.

La dermatite atopica è una patologia infiammatoria cronica caratterizzata da cute eritematosa, xerotica (secca) e desquamata, spesso associata a vescicole nelle fasi acute o a lichenificazione (ispessimento cutaneo con accentuazione dei solchi) nelle forme croniche. Il prurito è intenso e costante, al punto da causare grattamento, comparsa di croste e rischio di sovrainfezioni batteriche o virali.

La distribuzione delle lesioni varia a seconda dell’età:

  • Lattanti e prima infanzia (0-2 anni): le aree più colpite sono il volto (soprattutto guance e fronte), il cuoio capelluto e le superfici estensorie di arti e tronco. Le pieghe sono in genere risparmiate.
  • Età prescolare e scolare (2-12 anni): la dermatite interessa soprattutto le pieghe di gomiti e ginocchia, il collo, i polsi e le caviglie. In questa fase è più comune la lichenificazione.
  • Adolescenti e adulti: le lesioni tendono a localizzarsi in sedi tipiche come volto e regione periocularecolloaree flessoriemani e talvolta seno e capezzoli. Le mani, in particolare, sono spesso sede di forme croniche e resistenti.

Se la dermatite atopica è cronica e recidivante, può associarsi a diverse complicanze. Tra le più comuni vi sono:

  • Infezioni cutanee: la pelle infiammata è più vulnerabile a infezioni batteriche (Staphylococcus aureus), virali (Molluscum contagiosum, Herpes simplex) e fungine.
  • Dermatiti da contatto: la pelle sensibile può reagire con dermatiti irritative o allergiche.
  • Marcia atopica: i pazienti possono sviluppare altre condizioni atopiche, come allergie alimentari, asma e rinite allergica.
  • Disturbi del sonno: il prurito intenso può compromettere la qualità del sonno.
  • Implicazioni psicologiche: la natura visibile e persistente della malattia può causare stress, ansia e depressione.
  • Eritrodermia (raro): nei casi più gravi, l’infiammazione può estendersi a quasi tutto il corpo, causando gonfiore, desquamazione e intenso prurito.

Un’adeguata gestione della malattia aiuta a ridurre il rischio di complicanze e a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Può interessarti anche: come evolve la dermatite atopica >>