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Le manifestazioni cliniche della dermatite atopica si possono osservare in qualsiasi area del corpo dando luogo a chiazze eritematose, e dunque arrossate, associate a cute xerotica e prurito intenso. Il quadro clinico varia a seconda dell’età del paziente: le lesioni acute predominano nell’età infantile mentre le lesioni croniche, caratterizzate da forte lichenificazione, ossia ispessimento della cute, appaiono in genere più tardi. Nei neonati si manifestano soprattutto sulle guance e sul cuoio capelluto dove si presentano anche piccole vescicole. Nei bambini più grandi possono spesso coinvolgere le pieghe interne di gomiti e ginocchia, i polsi, le gambe e soprattutto le caviglie. Negli adulti le lesioni compaiono anche alle mani e intorno agli occhi e a livello genitale. Naturalmente, in funzione della localizzazione, la dermatite atopica può influenzare negativamente l’autostima e il benessere psicosociale. Il prurito stesso è inoltre causa di ridotta qualità di vita.

Nella dermatite atopica la pelle presenta una barriera cutanea fragile, che la rende più permeabile agli agenti esterni e quindi più facilmente irritabile. Per questo motivo, diversi fattori ambientali e abitudini quotidiane possono agire da trigger, favorendo la comparsa o il peggioramento dei sintomi. Tra i principali fattori da considerare:

  • Abbigliamento: i tessuti sintetici e ruvidi, così come gli indumenti troppo aderenti, possono aumentare lo sfregamento e la sudorazione, favorendo irritazione e prurito. Sono preferibili fibre naturali come il cotone o il lino, meglio se di colore chiaro.
  • Detergenti e cosmetici: prodotti profumati o contenenti conservanti, coloranti e altre sostanze potenzialmente allergizzanti possono alterare ulteriormente la barriera cutanea. È consigliabile utilizzare detergenti delicati, senza profumo, e cosmetici specifici per pelle sensibile o atopica.
  • Sudore e caldo: la sudorazione eccessiva può irritare la pelle e peggiorare il prurito, soprattutto se il sudore ristagna a lungo sulla cute.
  • Agenti ambientali: aria secca, sbalzi di temperatura, vento, smog e polveri possono contribuire alla secchezza e all’infiammazione cutanea.
  • Lavaggi troppo frequenti o aggressivi: l’uso eccessivo di acqua calda e di detergenti aggressivi schiumogeni impoverisce ulteriormente il film idrolipidico della pelle.

Ridurre l’esposizione a questi fattori e adottare una routine di skincare mirata, basata su detersione delicata e applicazione quotidiana di emollienti studiati per la pelle atopica, rappresenta una parte fondamentale della gestione della patologia, insieme alle terapie prescritte dal dermatologo.

La cura della pelle è un’indispensabile alleata per chi soffre di dermatite atopica. Per la detersione, è importante scegliere prodotti delicati e ipoallergenici, senza profumazioni, schiumogeni e coloranti. Lo step successivo è l’idratazione. La crema ideale è anch’essa anallergica, senza coloranti e senza profumi, va applicata in abbondante quantità due volte al giorno – preferibilmente su pelle umida – e va lasciata assorbire completamente. L’emolliente aiuta a ridurre l’evaporazione dell’acqua che normalmente avviene durante la giornata e che nelle pelli atopiche è molto accentuata, contribuendo ad evitare la secchezza. Esistono diversi tipi di emollienti; i più innovativi sono a base di lipidi fisiologici, ad esempio acidi grassi di colesterolo, che hanno un’azione specifica di ripristino della barriera cutanea danneggiata.

La psoriasi è considerata grave o severa quando le sue placche eritematose e desquamanti si presentano su oltre il 10% della superficie corporea, oppure quando la patologia va a coinvolgere zone sensibili come il viso e i genitali, oppure le mani e i piedi (forme palmo-plantari), provocando problemi psicologici, limitazioni funzionali o difficoltà nelle attività quotidiane, e dunque complicando notevolmente la qualità di vita della persona. Anche la presenza di artrite psoriasica, che causa dolore articolare, può aumentare la gravità della patologia. Inoltre, una psoriasi resistente ai trattamenti convenzionali è indicativa di una forma più severa. Insomma, la valutazione si basa su molteplici criteri, non solo sull’estensione corporea. Proprio per questo, dovrebbe sempre essere effettuata da un dermatologo.

Il prurito da dermatite atopica può essere controllato innanzitutto curando la malattia, cioè seguendo correttamente la terapia prescritta dal dermatologo. Inoltre, al paziente è sempre raccomandata l’idratazione quotidiana della pelle, con emollienti e detergenti che favoriscano il mantenimento dell’integrità della barriera cutanea. L’idratazione va vissuta come parte integrante della terapia. In caso di necessità, si possono applicare impacchi freddi sulla pelle. Altri consigli riguardano l’abbigliamento: è preferibile indossare indumenti in tessuti naturali come il cotone e lavarli con detersivi ipoallergenici per far sì che la cute venga aggredita il meno possibile da fattori esterni.

Non esistono linee guida che raccomandino restrizioni dietetiche nei pazienti con dermatite atopica. Alcuni principi generali:

  • In assenza di allergie alimentari documentate: non è necessario eliminare alcun alimento. È raccomandata una dieta varia ed equilibrata, che favorisca la salute del microbiota intestinale.
  • In presenza di allergie alimentari accertate: occorre eliminare i cibi responsabili, sempre su indicazione di allergologo/dermatologo.
  • Diete di esclusione non controllate sono sconsigliate, poiché possono causare carenze nutrizionali, soprattutto in età pediatrica.
  • È utile privilegiare un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali e acidi grassi essenziali (olio di pesce, semi oleosi), che possono avere un ruolo nel modulare la risposta infiammatoria.

Scopri gli alimenti che devono evitare i bambini con dermatite atopica.

Dormire bene può diventare difficile per chi soffre di dermatite atopica. Innanzitutto, è fondamentale controllare la malattia seguendo scrupolosamente la terapia prescritta dal dermatologo, perché questo aiuta a ridurre il prurito e l’infiammazione, permettendo un riposo più sereno. Prima di coricarsi, è utile applicare una crema idratante specifica per mantenere la pelle idratata durante la notte. Quanto al pigiama, alla biancheria intima e alle lenzuola, meglio sceglierli in cotone morbido e traspirante. Per aiutare a prevenire la secchezza cutanea è consigliabile mantenere la camera da letto fresca e umida usando un umidificatore. Lavare la biancheria da letto con detergenti ipoallergenici riduce l’esposizione a potenziali irritanti. Cercare di ridurre lo stress attraverso tecniche di rilassamento può contribuire a migliorare la qualità del sonno, così come impostare routine regolari, mantenendo possibilmente gli stessi orari in cui ci si corica e ci si sveglia.

Il trattamento che il dermatologo può prescrivere per la cheratosi attinica del cuoio capelluto può variare a seconda del numero e della gravità delle lesioni e della condizione generale del paziente. La personalizzazione del trattamento è dunque molto importante. Tra le opzioni terapeutiche più comuni troviamo i farmaci topici, cioè prodotti a base di diversi principi attivi da applicare sulle lesioni ed eventualmente sulle zone di pelle circostante che presentano caratteristiche di possibile evoluzione precancerosa, il cosiddetto campo di cancerizzazione. Si tratta di farmaci solitamente ben tollerati che, quale effetto collaterale, possono provocare un po’ di eritema o bruciore. I trattamenti per le lesioni singole, su aree del corpo più ridotte, possono invece includere procedure fisiche come la crioterapia, che congela le lesioni con azoto liquido, la diatermocoagulazione, il laser e la terapia fotodinamica.

La psoriasi è una malattia autoimmune, in cui cioè il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule della pelle, e non è assolutamente contagiosa, perciò non può essere trasmessa da persona a persona attraverso il contatto diretto. La causa esatta della psoriasi non è completamente compresa, ma si ritiene che sia dovuta a una combinazione di fattori genetici e ambientali (infezioni, stress, assunzione di farmaci ecc.). La predisposizione alla psoriasi può essere ereditaria: se un membro della famiglia ha la psoriasi, c’è un rischio maggiore di sviluppare la malattia.