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La dermatite atopica è la malattia infiammatoria cronica della pelle più comune nei bambini. Si manifesta più frequentemente tra i tre e i sei mesi di vita e interessa circa il 20% dei bambini. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi i sintomi migliorano con il tempo. Circa il 10-12% dei bambini continua a presentare la malattia anche durante l’adolescenza, con fasi di remissione e riacutizzazioni. Nell’adulto, l’esordio della dermatite atopica è meno comune (circa il 2-3% dei casi), ma può verificarsi una riattivazione dopo anni di remissione. Rispetto ai bambini, i pazienti adulti tendono a presentare più comorbidità, come alterazioni metaboliche e altre condizioni infiammatorie.

Le cheratosi attiniche sono tra le più frequenti lesioni cliniche cutanee riscontrate nell’età adulta. Sono considerate delle precancerosi cutanee, i cui principali fattori di rischio sono la fotoesposizione e le radiazioni ionizzanti. Clinicamente si presentano come maculo-papule eritematose con squame o croste. L’insorgenza delle lesioni è prevalente negli adulti oltre i quarant’anni di età nelle aree del corpo maggiormente esposte ai raggi UV come viso, cuoio capelluto, décolleté, dorso delle mani e avambracci. Sono a maggior rischio sviluppare cheratosi attiniche i pazienti con fototipo chiaro che si espongono cronicamente al sole, senza un’adeguata protezione. Sebbene si tratti di una precancerosi, quindi di una lesione benigna, una percentuale può evolvere in carcinoma spinocellulare (o carcinoma a cellule squamose). È pertanto consigliabile trattare le cheratosi attiniche con specifici prodotti topici, con la terapia fotodinamica o con tecniche chirurgiche.

La dermatite atopica, detta anche eczema atopico, è una patologia cutanea cronica e non contagiosa che si manifesta con aree di pelle secca, estremamente pruriginosa e arrossata. Comune nei bambini, può persistere nell’adolescenza e nell’età adulta. Le lesioni possono comparire in qualsiasi area del corpo, in particolare nei neonati sul viso e sul cuoio capelluto mentre nei bambini più grandi nelle pieghe interne dei gomiti e delle ginocchia, sui polsi e sulle caviglie. Non sono note le cause, esiste però una predisposizione genetica e immunitaria che rende la pelle inadatta a mantenere un’adeguata idratazione cutanea e a difenderla da agenti irritanti, allergeni e batteri. Attualmente, la terapia prevede l’uso di farmaci specifici, topici o sistemici per via orale o iniezione sottocutanea, e l’uso di creme emollienti per controllare secchezza e prurito.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle, non contagiosa, che si manifesta con la comparsa di lesioni di diverso tipo in funzione delle varie forme di malattia (chiazze rosse coperte da squamocroste argentate, lesioni piccole e tonde, pustole o aree eritematose a limiti netti). Può causare secchezza cutanea e talvolta prurito. La gravità della patologia varia da persona a persona: in alcuni casi le lesioni sono solo su alcune aree del corpo, in altri arrivano a coprire tutta la superficie corporea con conseguenze gravi. La causa va ricercata in un’iperproliferazione di alcune cellule cutanee dovuta a un malfunzionamento del sistema immunitario, in presenza di una predisposizione genetica. La psoriasi può dar luogo a complicanze quali l’artrite psoriasica, che può danneggiare in modo permanente le articolazioni.

La dermatite atopica e la psoriasi sono malattie infiammatorie croniche diverse tra loro. Alla base della dermatite atopica vi è un difetto genetico della barriera cutanea. Nel caso della psoriasi diversi fattori genetici e ambientali possono scatenare una reazione anomala del sistema immunitario diretta contro la pelle. La dermatite atopica può essere scatenata o peggiorata da allergeni, stress e cambiamenti climatici. Ad innescare o esacerbare la psoriasi possono concorrere infezioni, stress, traumatismi o alcuni farmaci. La dermatite atopica si manifesta principalmente con prurito intenso, pelle secca, arrossamento ed eruzioni cutanee. La psoriasi si caratterizza per placche spesse e arrossate, ricoperte da squame bianco-argentee.

Chi ha la cheratosi attinica deve limitare l’esposizione solare e adottare opportune precauzioni. Vanno impiegate protezioni solari filtranti dei raggi UVB e UVA con fattore di protezione SPF 50. L’applicazione dovrà essere ripetuta ogni due ore. Se si utilizza un trattamento topico per la cheratosi attinica, la crema solare deve essere applicata dopo il farmaco, sulla stessa zona trattata. Altra raccomandazione è indossare cappello e occhiali da sole.

Non esiste una controindicazione assoluta ai tatuaggi per chi soffre di dermatite atopica, tuttavia è bene consultare un dermatologo per minimizzare i rischi. Sicuramente, è meglio evitare di tatuarsi quando la malattia è in fase di riacutizzazione, specialmente sulle zone di cute lesionate o infiammate. Va inoltre considerato che le persone con dermatite atopica hanno una maggiore predisposizione alle reazioni allergiche, inclusa la possibilità di reazioni agli inchiostri dei tatuaggi. Infine, la pelle affetta da dermatite atopica potrebbe essere maggiormente incline a infezioni. Per favorire una buona cicatrizzazione e guarigione della zona tatuata, è sempre essenziale una rigorosa routine post-tatuaggio.

Per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla Legge 104 del 1992, una commissione medica deve determinare il grado di disabilità del paziente. Chi soffre di psoriasi pustolosa grave generalizzata, psoriasi eritrodermica e artrite psoriasica può richiedere l’esenzione dal pagamento del ticket per visite ed esami clinici selezionati, nonché eventuale riconoscimento dell’invalidità civile per ottenere benefici nell’ambito lavorativo. Negli altri casi, l’accesso ai benefici della Legge 104 dipende dalla gravità della condizione e dal suo impatto sulla vita quotidiana: ogni caso è unico e richiede una valutazione individuale da parte delle autorità competenti. Nella documentazione medica da sottoporre, è perciò consigliabile descrivere non solo la malattia, ma anche gli effetti invalidanti che essa comporta.

Il prurito da dermatite atopica può essere controllato innanzitutto curando la malattia, cioè seguendo correttamente la terapia prescritta dal dermatologo. Inoltre, al paziente è sempre raccomandata l’idratazione quotidiana della pelle, con emollienti e detergenti che favoriscano il mantenimento dell’integrità della barriera cutanea. L’idratazione va vissuta come parte integrante della terapia. In caso di necessità, si possono applicare impacchi freddi sulla pelle. Altri consigli riguardano l’abbigliamento: è preferibile indossare indumenti in tessuti naturali come il cotone e lavarli con detersivi ipoallergenici per far sì che la cute venga aggredita il meno possibile da fattori esterni.